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Trülku
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Il termine in mwawlingua tibetana mwbamwbqtrülku (mwbgསྤྲུལ་སྐུ་, mwbwmwcasprul sku; anche nella resa anglosassone mwcqmwcgtulkucite-ref-1[1]), esprime, in quella lingua, quella dottrina buddhista mwdwMahāyāna che in sanscrito viene indicata con il termine mweaNirmāṇakāya ("Corpo di Emanazione") ossia uno dei "Tre corpi del Buddha" (in sanscrito: mwegmwewTrikāya, in tibetano: mwfaསྐུ་གསུམ, mwfqsku gsum), segnatamente quello "fenomenico" con cui appare e predica, in un dato universo e in un determinato tempo, agli "esseri senzienti" (sanscrito: mwfgmwfwsattva; tibetano: mwgaསྐྱེ་དགུ, mwgqskye dgu).

Contents

Note

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Descrizione

L'origine di questo corpo è il primo dei "Tre corpi del Buddha" ossia il mwhqmwhgDharmakāya (sanscrito; tibetano: mwhwཆོས་སྐུ, mwiachos sku; "Corpo del Dharma"), mentre la sua causa è la compassione (sanscrito: mwiqmwigkaruṇā; tibetano: mwiwསྙིང་རྗེ, mwjasnying rje) nei confronti degli esseri senzienti.

Nel mwjgbuddismo tibetano questo preciso significato del termine ha acquisito, per estensione, un ulteriore significato andando a indicare dei mwjwmwkabla ma ("lama") incarnati i quali, tuttavia, non si ritengono sempre e necessariamente manifestazioni del "Corpo di Emanazione" del mwkqBuddha.

Va precisato che in questo alveo dottrinale per "incarnazione" non si intende la credenza nella "trasmigrazione delle anime" propria di numerose dottrine mwkwhindū, quanto piuttosto il trasferimento della "mente di saggezza" di un grande maestro defunto.

In questa seconda e particolare accezione del termine tibetano, tale dottrina inerisce quindi alla nozione di "rinascita", ossia al "ciclo delle esistenze condizionate", indicate in sanscrito con il termine mwlqmwlgsaṃsāra (in tibetano: mwlwའཁོར་བ་, mwmakhor ba). In tale contesto di dottrine e credenze, il mwmqsprul sku è quindi colui che, a differenza di tutti gli altri "esseri" e per i suoi meriti spirituali di mwmgmwmwbodhisattva, è in grado di decidere il destino della sua "mente di saggezza" una volta morto il corpo, scegliendo il luogo e il corpo in cui questa rinascerà nella vita successiva, lasciando, nel momento della sua morte, precise istruzioni, anche scritte, ai suoi discepoli affinché la rintraccino in un bambino da poco nato in modo da consentire a tale "mente" di continuare il suo insegnamento.

Tale dottrina appare nel mwnqbuddismo tibetano a partire dall'XI/XII secolo con Dus gsum mkhyen pa (mwngདུས་གསུམ་མཁྱེན་པ། Dusum Kyenpa, 1110–1193) primo mwoamwoqkarmapa (mwogཀར་མ་པ, o meglio mwowརྒྱལ་དབང་ཀར་མ་པ, mwpargyal dbang kar ma pa) della tradizione mwpqKarma Kagyü, il quale, poco prima di morire, lasciò uno scritto con le indicazioni della propria rinascita.

Già nel XV secolo tutte le scuole buddiste tibetane la utilizzarono per rintracciare i grandi maestri spirituali dei loro lignaggi.

I più noti mwqasprul sku sono il mwqqDalai Lama e il mwqgPanchen Lama della scuola mwqwGelug e il mwraKarmapa della scuola mwrqKarma Kagyü.

Spesso gli mwrwsprul sku sono appellati con il termine mwsarin po che (mwsqརིན་པོ་ཆེ, mwsgrinpoche, "Quello prezioso") ma con questo appellativo possono essere indicati anche degli abati o dei grandi maestri che non sono tuttavia considerati anche dei lama incarnati.

Approfondimento

La dottrina del mwtqsprul sku ha consentito al buddismo tibetano di trasmettere con grande autorità le proprie tradizioni e i propri insegnamenti generando, nei secoli, circa tremila linee di "incarnazioni" di "grandi maestri", anche se va tenuto conto che un singolo maestro può decidere di incarnarsi in più successori, in questo caso spesso tre, dove ogni singola incarnazione rappresenta rispettivamente la "mente", il "corpo" o l'"insegnamento" del mwtgbla ma da poco deceduto. Vi sono pochi lignaggi mwtwsprul sku che riguardano anche delle donne, in questo caso considerate grandi praticanti o insegnanti del Dharma.

La tradizione identifica tre generi di differenti mwuqsprul sku:

• mwvamchog gi sprul sku (mwvqམཆོག་གི་སྤྲུལ་སྐུ, choki trülku; rende il sanscrito mwvwUttamanirmāṇakāya, "Supremo Corpo di Emanazione", una delle forme del mwwqNirmāṇakāya), che indica quel buddha, come il mwwgBuddha Śākyamuni che si manifesta nel mondo completo dei mwwwtrentadue segni maggiori (sanscrito: mwxadvātrimāśadvaralakṣaṇa, tibetano: mwxqམཚན་བཟང་པོ་སུམ་ཅུ་རྩ་གཉིས, mwxgmtshan bzang po sum cu rtsa gnyis) al fine di beneficare gli "esseri senzienti" liberandoli dagli mwxwmwyakleśa (tibetano: mwyqཉོན་མོངས, mwygnyon mongs).
• mwzaskye ba’i sprul sku (mwzqསྐྱེ་བའི་སྤྲུལ་སྐུ, kyewe trülku, rende il sanscrito mwzwJanmanirmāṇakāya, "Corpo di Emanazione creato", una delle forme del mwaqNirmāṇakāya), che indica l'aspetto di un mwagmwawbuddha nella forma umana o animale o di divinità, ma anche di un oggetto inanimato (un ponte oppure un albero) sempre al fine di beneficare gli "esseri senzienti" liberandoli dagli mwbamwbqkleśa. I lama incarnati sono inseriti in questa categoria.
• mwbwbzo bo sprul sku (mwcaབཟོ་བོ་སྤྲུལ་སྐུ་, sowo trülku, rende il sanscrito mwcgŚilpanirmāṇakāya, "Corpo di emanazione artistico", una delle forme del mwdaNirmāṇakāya), che indica un artista, un artigiano o un'opera d'arte che con la sua bellezza incarna dei valori spirituali, provocando in questo modo la liberazione degli "esseri senzienti" dagli mwdqmwdgkleśa.

Nel caso di un mweaskye ba’i sprul sku, quindi nell'aspetto di un mweqbla ma incarnato, non di rado accade che il maestro precedente, anch'egli quindi uno mwegsprul sku, lasci delle indicazioni per poter riconoscere, dopo la sua dipartita, la sua rinascita in un nuovo corpo. Pochi anni dopo la morte di questi, i suoi più stretti discepoli iniziano le ricerche che possono risultare impegnative e richiedere anche l'impiego della divinazione.

Quando sono più bambini ad essere considerati dei candidati possibili, vengono eseguite delle verifiche per mezzo, ad esempio, del riconoscimento di oggetti appartenuti al precedente mwfasprul sku.

Superate tutte le prove, il bambino lascerà la famiglia di origine venendo accolto nello stesso monastero già guidato dal suo predecessore. Attentamente educato e formato, quando il nuovo mwfgsprul sku manifesterà gli insegnamenti e la saggezza del predecessore, allora gli sarà lasciata la guida dell'istituzione.

I mwgasprul sku così formati, e manifestati, possono lasciare l'abito monastico e sposarsi divenendo degli mwgqyogin, in questo caso continueranno comunque a guidare il monastero.

Note

cite-note-11. Sulla resa anglosassone il mwiaPrinceton Dictionary of Buddhism, curato da Robert E. Buswell Jr. e Donald S. Lopez Jr ed edito nel 2013 Princeton University Press, così chiosa: «A Tibetan term often seen transcribed in English as “tulku”»

Bibliografia

• Robert E. Buswell Jr. & Donald S. Lopez Jr., (a cura di), mwjaPrinceton Dictionary of Buddhism, Princeton University Press, 2013.
• Philippe Cornu, mwjgDizionario del Buddhismo. Milano, Bruno Mondadori, 2003 (2001).

Voci correlate

• mwlaBodhisattva
• mwlgDalai Lama
• mwmaPanchen Lama
• mwmgKarmapa

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Tulku

Collegamenti esterni

• mwnwCerimonia di riconoscimento di un trülku nella tradizione Karma Kagyü, su youtube.com.